Malattia colonnare

Sintomi:

  • Pesci a pelo d’acqua alla ricerca di ossigeno;
  • Comparsa di macchie bianche, inizialmente sulla bocca o punta delle pinne;
  • Nella fase avanzata la pinna dorsale si sfrangia e possono comparire dei funghi;

Cause probabili:

  • Contagio da batterio Columnaris;
  • Diminuzione ossigeno a causa dell’innalzamento della temperatura;
  • Scarsa igiene;
  • Peggioramento di ferite;
  • Livelli di ammoniaca alta (attenzione al filtro!)

Come comportarsi:

Prima di tutto bisogna individuare la causa scatenante della malattia e possibilmente rimuoverla (ad es. riportare le condizioni dell’acqua a valori ottimali).

Rimedi naturali:

  • Metodo del sale – bagno lungo: Il sale deve essere di tipo grosso e NON iodato (questo per avere un prodotto quanto più puro possibile). In vasca dedicata, inserire una quantità di sale pari a 5 grammi per litro (per il calcolo totale fate riferimento alla portata netta della vasca). La cura va protratta mediamente per 15 giorni durante i quali si eseguiranno le normali pulizie  e cambi d’acqua a temperatura adeguata e con il ripristino del sale in proporzione. Tenere una temperatura bassa è necessario per contrastare il batterio columnaris quindi essa deve essere tenuta sotto i 25 gradi. Protrarre la cura non meno di una settimana.

Rimedi con medicinali:

Premesso che la certezza della presenza del batterio può essere data solo da un’analisi da laboratorio, l’uso di questi rimedi si basa sull’accuratezza delle osservazioni. 

  • Acriflavina: 5 ml per litro da 4 a 7 giorni. SCONSIGLIO questo metodo con il prodotto “grezzo” ai non esperti. 
  • General Tonic della Aqua care: 5 ml ogni 50 litri. Per terapia d’urto e casi gravi 10 ml ogni 50 litri (100 ml di prodotto contengono 1125 mg di acriflavina). Entrambe per 4 giorni (non abbinare altri prodotti).
  • General Tonic Plus (Tetra): 1,5 ml ogni 20 litri. Per casi gravi 1,5 ml. ogni 10 litri. In vasche di quarantena senza filtraggio 1,5 ml ogni 20 litri (100 ml contengono: 94,6 mg. 9-amino-acridine-Hci-H2O, 567,6 mg acriflavina, 2498,0 Ethacridin lattato, 214,4 blu di metilene). La durata della cura è di 4 giorni (non abbinare altri prodotti).
  • Streptosil: polvere antibiotica ad uso umano. Scogliere 2 grammi per litro. La cura dura 4 giorni (principio attivo neomicina solfato)

Per la cura di questa malattia è necessario tenere la temperatura bassa, al di sotto dei 25 gradi, ed intanto si continua a somministrare il cibo normalmente, magari con un aggiunta di vitamine.
Come per ogni cura ribadisco che è necessario l’uso di una vasca dedicata, l’uso dell’aeratore e lo spegnimento delle luci. Ricordo che l’uso del sale oltre i 5 mg per litro e l’uso dell’acriflavina (di colore verde brillante) danneggiano le piante. L’acriflavina inoltre tinge tutto ciò che tocca ed è di difficile rimozione.

La mia esperienza personale riguardo questa malattia è avvenuta d’estate in concomitanza di una giornata particolarmente calda e poco dopo l’arrivo di alcuni esemplari a seguito del trasporto verso casa. Probabilmente la diminuzione dell’ossigeno a causa del caldo ha fatto in modo che la malattia si scatenasse.
Ricordo che quella sera i pesci erano tutti in superficie. Immediatamente accesi l’aeratore e feci il quadro della situazione: tutti valori erano nella norma tranne la temperatura che era a 30 gradi. Essendo rientrato il problema grazie all’aeratore e non avendo avuto altri segni negativi mi rassicurai. Il giorno dopo un pesce presentò una macchia bianca sulla bocca. Essendo un acquario malawi  dove qualche scaramuccia avviene talvolta e senza alcuna esperienza su questa malattia colonnare, non collegai la possibilità che stesse per scatenarsi l’inferno. Nell’arco di un paio di giorni tutti i pesci presentavano macchie bianche sulla bocca e i più anziani nella malattia presentavano la pinna dorsale sfrangiata, consumata in tal modo mostrare solo i raggi. Unica fortuna fu l’assenza di patologie collegate come la micosi che, poi ho scoperto, accompagna spesso la colonnare.
Devo dire che è stata una malattia abbastanza ostica da combattere. In in prima battuta ho usato il sale che però si è rivelato inutile. A dirla tutta ha contributo anche la sfiga di ritrovarsi nella settimana di ferragosto il che vuol dire “negozi chiusi”. Per tale motivo ho utilizzato successivamente lo streptosil che mi sono procurato nella farmacia di turno senza ricetta. Il fatto che sia per uso topico e con un contenuto  blando di antibiotico non prevede la prescrizione medica.
Anche questa cura si è rivelata completamente inefficace e mio malgrado (ed essendo passata la settimana di ferragosto) mi sono procurato il General Tonic della Aqua Care. Infatti avrei voluto acquistare il più blasonato General Tonic della Tetra ma prima di tutto non era reperibile,  poi ho constatato che la quantità di principio attivo nel prodotto della Aqua Care è quasi il doppio!
Dopo 4 giorni di cura fatta in vasca dedicata ho attenuto una percentuale di successo del 50%, quindi ho proseguito la cura tramite cibo medicato. Infatti la maggior parte di questi rimedi a base antibiotica non sopprime il patogeno ma ne impedisce la riproduzione e ho ritenuto di attaccarlo per vie interne in modo che il pesce lo assumesse tramite la digestione.
A partire dal termine della prima settimana i raggi erano di nuovo integri e le macchie bianche più piccole.
Dal giorno 10 ho iniziato a non somministrare più il cibo medicato, e fatto piccoli e frequenti cambi d’acqua.
Al termine del quindicesimo giorno, a parte qualche piccola traccia, ho ritenuto che tutti i pesci fossero guariti ed effettivamente ad oggi sono ancora vivi e senza conseguenze croniche.  
Parte del successo è dovuta anche  alle condizioni generali dell’acquario e dei pesci, alimentati correttamente  con l’aiuto di vitamine.

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