Filtro amburghese

 
Il filtro d’Amburgo
è un favoloso filtro che ho provato e tutt’ora sfrutto per due motivi fondamentali:

  • il costo di realizzo è molto basso 
  • L’azione filtrante è elevata e non ha bisogno di manutenzione. 

La sua realizzazione è molto semplice sia dal punto di vista concettuale ( o almeno lo è con i calcoli che ho recuperato e verificato), sia dal punto di vista tecnico.
A livello tecnico basta una pompa, una spugna e due punti di ancoraggio anche se vi suggerisco di adoperarvi un minimo per migliorare il progetto. A livello concettuale occorre qualche calcolo per stabilire quanto deve essere grande la spugna ma il concetto è lo stesso di tutti i filtri: acquario grande filtro grande, acquario piccolo filtro piccolo.

Perché questo filtro è molto efficiente.

Il filtro d’Amburgo si basa sul concetto che l’acqua deve attraversare la spugna in maniera lenta. Questo passaggio lento dà modo ai batteri, che colonizzano la spugna, di eseguire al meglio il loro lavoro. In oltre questo semplice filtro ha il vantaggio di avere un’azione denitrificante. Quindi in un sola semplice spugna avremo una doppia azione posta dai batteri: i nitrificatori che si posizioneranno nella parte esterna della spugna e i denitrificatori, ad opera di batteri anaerobi, che si posizioneranno nella parte più interna, dove l’acqua arriverà con un passaggio lento e con poco o senza ossigeno.

Per i meno esperti voglio chiarire che i filtri normali operano con batteri nitrificatori detti aerobi, ovvero che consumano ossigeno (sono solo due ceppi i Nitrosomonas e Nitrobacter). Questi trasformano i residui di cibo e le deiezioni dei pesci in ammoniaca (NH3) e quest’ultima in nitriti (NO2) e poi in nitrati (NO3). Questo processo conosciuto come ossidazione dell’azoto  è il polmone di un classico acquario. L’ossidazione che da vita al ciclo dell’azoto ha come presupposto la presenza di ossigeno.

Altra storia per i batteri denitrificatori che popolando zone anossiche, quindi senza ossigeno, fanno un lavoro diverso, cioè scompongono gli NO3.
Si lo so sembra il giro dell’oca. Sembrerebbe che dopo tanta fatica per creare gli NO3 volessimo ritornare al punto di partenza. In realtà i batteri denitrificatori (molto più numerosi: Pseudomonas, Micrococcus, Archromobacter, Bacillus, Alcaligens) riescono a separare l’azoto dall’ossigeno. Se pur è vero che si producono ioni di nitrito e di ammonio, l’azoto viene liberato ed evapora. In sostanza questo filtro va a pennello in acquario con grandi carichi organici,  sopratutto in assenza di piante che si nutrono degli NO3.

Per i più esperti faccio notare che questo processo di denitrificazione è lo stesso dei filtri denitratori, come a letto fluido o denitratori veri e propri.

Ora qualche nozione tecnica alla buona, poi quelle vere e proprie.

Per costruire un filtro amburghese basta avere una spugna di uno spessore tra i 4 e i 5 cm. Uno spessore maggiore sembra essere inutile in quanto i batteri, anaerobi o aerobi, non colonizzano oltre i 3 – 4 cm di spugna. Per quanto riguarda la grandezza, per la mia esperienza, in vasche standard basta rispettare la distanza di 5 cm dal bordo e poi calcolare una lunghezza ed una altezza pari a quella dell’acquario (o meglio in altezza pari all’altezza massima raggiungibile dell’acqua). In altre parole vi basta misurare il lato corto dell’acquario per avere già un’idea di come dovrà essere grande la spugna. Questa poi potrete posizionarla per il lato lungo o posizionarla ad arco in un angolo ottenendo sempre la stessa efficienza. Infine basta posizionare una pompa, in alto  a tre quarti dal fondo, al minimo della potenza. Calcolate che il passaggio di tutta l’acqua deve avvenire per un massimo di un paio di volte all’ora.

Per fare un lavoro preciso questi sono i calcoli:

Prima di tutto occorre calcolare la portata della pompa. Presupponendo la necessità di ricreare un ambiente anossico all’interno della spugna il passaggio deve essere lento. L’ideale risulta essere di due passaggi completi all’ora.

A questo punto misuriamo il totale dei litri netti della vasca e li moltiplichiamo per il numero dei passaggi: Litri netti * Cicli = PORTATA
Una volta conosciuta la portata faremo PORTATA * 5,5(numero fisso)= Cm2
Questi cm2 sono la misura che ci serve per capire la nostra spugna quanto dovrà essere grande.

Facciamo un esempio pratico:
la mia vasca ha una capienza di 380 litri netti
altezza reale 55 cm (l’acqua non arriva mai al bordo)
profondità 50 cm
Per comodità di calcolo terrò in considerazione l’altezza 55cm come il primo lato della spugna.

Stabilisco che l’acqua deve passare massimo 2 volte attraverso il filtro quindi calcolo la portata della pompa: 380*2= 760l/h

la nostra pompa dovrà avere questa portata o dovrà avere la possibilità di essere regolata al parametro calcolato.

calcoliamo la superficie della spugna:
760*5,5= 4180 cm2 (superficie totale)
Arrotondiamo a 4300 cm2 (sempre meglio un po’ di più)

Conoscendo già la lunghezza di un lato della spugna (55 cm) applico la formula inversa per conoscere l’altro lato della spugna e avremo: h = A/ b
h= 4300cm2/55cm h=78 cm
Se verifichiamo la formula 78cm*55cm= 4290cm2 (arrot. 4300)

 

Secondo questi calcoli la nostra spugna dovrà avere le seguenti misure 55X78 cm

Mi rendo conto che la misura potrebbe non soddisfarci ma possiamo anche giocare sulle misure dei lati perché non interessa né che sia un rettangolo preciso, né  che sia lineare ma solo che si rispetti la superficie totale. Possiamo, ad esempio, creare un quadrato o un rettangolo con lati di misure diverse o possiamo piegare la spugna ad arco o posizionarla diagonalmente, nascosta dietro uno sfondo o piante.

 

Per quanto riguarda la realizzazione pratica personalmente ho utilizzato le canaline di plastica che si utilizzano per il passaggio dei fili elettrici o le antenne. Ho eliminato il coperchio, le ho dipinte in maniera da mimetizzarle al meglio con il mio sfondo e incollate in vasca. La spugna, anch’essa della medesimo colore, è stata semplicemente incastrata. Ribadisco che le uniche accortezze sono la distanza dal bordo che non sia inferiore a 5 cm, il posizionamento della spugna che aderisca al fondo della vasca e la posizione della pompa a tre quarti di altezza. Nelle immagini di un mio progetto precedente vi chiarirò le idee sull’assemblaggio:

filtro Amburgo e filtro umbro

In questo acquario le spugne sono state incastrate tra i due profili per fili elettrici negli angoli. Dietro sono stati posizionate le pompe.  In una situazione più reale, sia le spugne che i profili possono essere acquistate in altri colori

Qui una realizzazione un po’ spartana ma utile per capire la costruzione e il funzionamento

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