Biotopo… habitat o acquario biotopo?

Questo articolo è indirizzato sopratutto ai neofiti per un motivo ben preciso. Negli anni che ho gestito un gruppo facebook, ho imparato che il 90% dei nuovi iscritti è costituito da persone in difficoltà  già possessori di un’accozzaglia di pesci inseriti in vasche troppo piccole, con troppe piante o senza piante con troppa luce o poca luce ecc.. Tutti erano inevitabilmente alle prese con malattie, deperimento e morte. Quindi se sei neofita e devi ancora comprare qualsiasi cosa ho per te una regola fondamentale da seguire: scegli un unico pesce da allevare.
Questa scelta condiziona in pratica tutto ciò che farai dopo. Mettiamo caso che la tua scelta ricada sui classici guppy. Pesci bellissimi che spesso costituiscono il primo approdo dei neofiti, sono classificati come facili, di poche esigenze e che vivono nell’acqua di rubinetto. Come non dare torto al venditore ma in queste affermazioni ci sono diverse imprecisioni e diverse cose taciute. Non si può minimizzare tralasciando le esigenze di un qualsiasi essere vivente.
Per comprendere quali sono queste esigenze occorre (lasciate  passare il termine improprio) studiare il “biotopo” di appartenenza dell’esemplare. Da una veloce lettura capirete che riprodurre il suo habitat significa non solo ricopiare il tipo di fondo, i valori dell’acqua, la presenza di piante ecc. ma anche conoscere con quale altra specie condividono lo spazio, sempre che lo facciano, se l’acqua è calma o agitata o addirittura stagnante. Per ottenere delle valide indicazioni esistono centinaia di schede di allevamento su internet, da ricercare e consultare liberamente. Non vi soffermate sulla prima che trovate ma approfondite confrontandone alcune. Nel nostro caso avremo come risultato un acquario equilibrato, con piante vere e compagni adeguati e non una colonia di 30 esemplari in continua espansione (si riproducono velocemente) in un acquario di 60 litri, senza piante e con uno scalare che si aggira disperato.

Studiare il biotopo di appartenenza si rivelerà  una mossa vincente e se qualcuno si è già avventurato nell’acquisto, posso solo consigliare di restituire o regalare i pesci non idonei. Non disperatevi troppo per questo perché vi eviterà molti dispiaceri.

Entrando un po’ nello specifico vorrei chiarire il concetto di biotopo che in acquariofilia ha assunto un significato diverso da quello scientifico. E’ un termine usato impropriamente per indicare degli acquari tipo che per consuetudine nell’ambiente acquariofilo sono standardizzati per le più diffuse e conosciute specie. Non che sia un male ma bisogna fare i conti con almeno un aspetto da non sottovalutare, ovvero che dire “amazzonico” non significa necessariamente acqua acida, perché il fiume amazzonico per eccellenza, il Rio della Amazzoni, non è tutto acido, o meglio ha diversi gradi di acidità, oppure non è tutto acqua scura o con poca vegetazione. Il biotopo si riferisce ad un’area molto specifica che è contenuta in un ecosistema e di conseguenza ne può contenere molte varianti. Quindi dire biotopo “asiatico” o “amazzonico” è troppo impreciso, e volendo essere pignoli quando si parla del rapporto tra gli inquilini di una comunità si parla di biocenosi che sono inseriti in un biotopo facenti parte di un ecosistema.

Non voglio confondervi le idee e quindi qui sotto faro degli esempi di biotopi acquariofili tipici e varianti.

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