Acquario biotopo amazzonico – Rio Negro

Con questo particolare “acquario biotopo” vogliamo riprodurre all’habitat di pesci come discus, scalari, farlowella, apistogramma agassizii e apistogramma ramirezi, nonché scalari ed altri. Il nostro intento è quello di riprodurre un tratto del Rio delle Amazzoni con “acque scure” (Rio Negro). Il colore è dovuto alle sostanze che vengono rilasciate nell’acqua (acidi umici) da  piante, come la catappa, che la scuriscono e l’acidificano a livelli che in acquario è praticamente impossibile da riprodurre e mantenere.
Per un neofita riprodurre questo ambiente può essere ostico se non si conoscono le peculiarità. Qualcuno avrà sentito dire da alcuni negozianti  che questi pesci, essendo di allevamento, sopportano tranquillamente i valori della nostra acqua di rete, basta tagliarla con acqua di osmosi o aggiungere questo o quell’additivo.  Non voglio polemizzare con nessuno, sopratutto con allevatori che evidentemente hanno raggiunto ottimi risultati, ma io credo che migliaia di anni di evoluzione non si possano dimenticare con qualche anno di riproduzione in vasca. Sicuramente questi pesci di allevamento sono pesci selezionati ed hanno una sopportazione maggiore a condizioni non propriamente ideali. Ma noi è  proprio questo che cerchiamo di riprodurre nelle nostre vasche: le condizioni migliori (a parte è il discorso “wild” assolutamente sconsigliato ai neofiti).

I valori di un acquario amazzonico Rio Negro sono:

  • temperatura: 25-28°
  • pH: 4,5-6,5
  • GH: 5
  • KH: 4-5

Per raggiungere questi valori chimici si parte da acqua demineralizzata o di osmosi. Dotarsi di un impianto di osmosi inversa nelle proprie abitazioni è una grande comodità. Non è tutto: l’acqua prodotta sarà a 0, con una conducibilità molto bassa e va trattata per raggiungere i valori desiderati. Una prima soluzione può essere miscelare l’acqua di osmosi con acqua di rete, fatta decantare.
Un secondo metodo è quello di utilizzare i sali, denominati buffer, che altro non fanno che regolare il kh e conseguentemente regolare il ph. Infine occorre mantenere il valore raggiunto e questo può essere fatto utilizzando delle sostanze acidificanti. Molto diffusa è l’utilizzo della torba ma devo dire che è altamente anti ecologico. Ho da poco scoperto che la torba, la cui formazione è molto lenta, contribuisce a bloccare una grande quantità di co2 presente nell’aria. Il suo continuo sfruttamento non è buona cosa perché le riserve mondiali si stanno assottigliando.  Quindi al suo posto per acidificare l’acqua e sopratutto renderla ricca di acidi umici nonché tamponare il ph si può utilizzare un estratto di quercia (acquistabile o auto-prodotto), pigne di ontano e foglie di catappa. 

Oltre i valori chimici bisogna ricordare che:

  1. Il fondo deve essere sottile e scuro. Alcuni come discus ad esempio, hanno l’abitudine di soffiare sul fondo per cercare il cibo, mentre ci sono i corydoras che ci sfrecciano sfiorandolo con la pancia e i barbigli.
  2. L’arredamento: legni, foglie di catappa, 
  3. Bassa illuminazione e zone d’ombra. Una luce troppo forte non viene bene tollerata a lungo.

Anche le piante si trovano in questo ambiente ma devo dire che in natura, nel Rio negro, difficilmente ne individueremo qualcuna sommersa (video). L’attività di fotosintesi viene fortemente penalizzata e allo stesso modo nelle nostre vasche non si possono far crescere piante che hanno un fabbisogno di luce che non si può dare rispettando quanto detto. Capisco che siamo molto suggestionati da molte foto che circolano in rete di discus immersi tra piante verdi e rosse. Fidatevi, non sempre sono vere, spesso sono preparate ad hoc, e altri hanno vasche così grandi da potersi permettere di rischiare.
Qualcosa però si può provare ad inserire ma consiglio piante emerse, magari galleggianti perché inserire delle piante in acquario è sempre un buon affare. Vi ricordo che l’acquario è un sistema chiuso motivo per il quale cambiamo l’acqua. Le piante producono ossigeno, assorbono nitrati e migliorano la vivibilità in generale. Una pianta galleggiante può essere una buona scelta perché allo stesso tempo svolge i suo compito “istituzionale” e dall’altro crea zone d’ombra sempre molto gradite. Questo è l’unico strappo alla regola che mi congedo. Per esperienze altrui ecco qui un elenco di piante emerse compatibili:  Chamaedorea elegans, Fittonia dieffenbachia,  Phalaenopsis, Pothos, Dracena, Spatifilum,  Chlorophytum comosum.

Infine un richiamo alle dimensioni della vasca:
La descrizione fin qui fatta è molto generica e l’elencazione dei pesci è ridotta a quelli molto diffusi ma non per questo convivono bene tra loro. Alcuni, tipo scalari e discus, hanno bisogno di vasche molto grandi (parliamo di almeno 400 litri netti!!!!), sopratutto perché vanno allevati obbligatoriamente in gruppi di esemplari di 6/8 (e questi due meglio non insieme), mentre altri possono vivere in vasche più piccole ma  rapporto maschio femmina 1/3. In altre parole è’ vivamente consigliato cercare le schede di allevamento e per i singoli pesci.

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