Acquario biotopo laghi africani

Questo particolare “acquario biotopo” riguarda l’habitat di pesci come mbuna, tropheus, conchigliofili ecc.
I laghi africani hanno una quantità di ciclidi veramente esagerata che è possibile distinguere partendo da una suddivisione per lago di appartenenza: Malawi, Tanganika e Vittoria. Nel Malawi troviamo l’abbondanza di specie con colori più sgargianti che negli altri due habitat, anche se dal punto di vista dell’esperienza sono molto più interessanti i pesci del lago Vittoria. In ogni caso i pesci del lago Tanganika e Vittoria sono pesci di una certa dimensione e vogliono vasche grandi con filtri potenti. Per tale motivo il lago Malawi viene preferito perché coniuga le caratteristiche più contenute di molti esemplari nonché il fattore estetico. 

Nel lago Malawi si distinguono due grandi gruppi: i Mbuna e i non Mbuna. Il significato di mbuna è battitore di roccia riferendosi al tipo abitudine che hanno questi pesci di procurarsi il cibo “brucando” le rocce su cui cresce la copertura algale. Per tale motivo questi pesci vivono nei pressi di rocce che bisogna inserire in acquario dando al contempo la possibilità di rifugiarsi negli anfratti. Ovviamente i non mbuna sono tutti gli altri che vivono in zone più lontane dalle coste, dove la presenza di rocce è più rada e dove è possibile trovare praterie di vallisneria.

Riprodurre questi laghi non è difficile, basta fare le dovute distinzioni tra le necessità delle specie. Mbuna hanno bisogno di rocce, i non mbuna meno, così come i tropheus per i quali alternanza di rocce e spazi sabbiosi risulta la migliore disposizione. Molto interessanti le specie del lago Tanganika conosciute come conchigliofili che sfruttano i gusci vuoti di grandi gasteropodi per vivere e riprodursi. Ovviamente bisogna necessariamente inserire.
Come sempre vi invito a documentarvi prima di imbarcarvi in nuove avventure, sul tipo di peculiarità delle specie e della compatibilità: i ciclidi dei laghi africani hanno un’aggressività spiccata e l’esperienza di molti acquariofili può venirvi in aiuto quando si tratta di decidere i compagni di vasca.

La mia esperienza personale riguarda il lago i mbuna del lago Malawi. Sono pesci che nulla hanno a che fare con ciclidi come i discus. Il loro temperamento è focoso, sono spesso in movimento e cambiano la livrea a seconda dell’umore, molto più che altre specie, passando da colori opachi ad accesi e brillanti. 
A differenza di molti che consigliano un rapporto maschio femmina di uno a due ho notato che un rapporto uno a uno  ha avuto migliori esiti. Infatti il maschio una volta scelta una femmina la predilige alle altre che attacca per allontanarle.
Un buon consiglio che posso dare riguardo l’allestimento è di fare attenzione al peso totale della vasca (acqua + vetri + sabbia + rocce = TANTO PESO). Personalmente ho realizzato delle rocce sintetiche vuote per diminuire il peso. Per le rocce naturali è meglio inserire sul fondo della vasca del plexiglass o altro materiale atossico per evitare che queste danneggino il vetro. Inoltre, sebbene possa essere più rischioso per i pesci, mi sono reso conto che incollare o ancorare le pietre è un grosso errore. Prima o poi vi capiterà di dover pescare un esemplare… Vi accorgerete che proprio quel pesce farà di tutto per scappare e vi assicuro che corrono come i fulmini. Se il sistema con una nassa per catturarlo non funziona è sempre meglio avere la possibilità di rimuovere le pietre. Se le fissate avrete dei problemi sopratutto se vi muore un esemplare in vasca che, sicuramente, avrà avuto il buon senso di andarsi a cacciare nell’angolo più lontano ed impervio.

I valori di un acquario biotopo africano sono i seguenti (attenzione alle specie scelte e ai valori specifici del tipo di lago):

  • temperatura: 22-28°
  • pH: 7,5 – 8,6
  • GH: 8 -10
  • KH: 6 – 10

Da questi valori medi si deduce che la durezza dell’acqua e la sua basicità si avvicina moltissimo all’acqua di rete del nostro paese consentendo dei cambi d’acqua senza particolari restrizioni, badando solo all’evaporazione del cloro e deposito dei materiali più pesanti con la decantazione.

Questi pesci sono veramente resistenti tanto che alcuni effettuano i cambi d’acqua con frequenze molto ridotte e aggiungendo l’acqua direttamente con un tubo di gomma collegato al rubinetto. Sono fortemente in disaccordo con questo metodo perché per quanto possa riconoscere la resistenza di questi pesci è altrettanto vero che nel momento del cambio creiamo degli sbalzi, anche solo termici, e comunque i batteri nel filtro sono sensibili al cloro che li uccide. Spesso ho dovuto aiutare diverse persone che sottovalutando questo aspetto si sono ritrovate con picchi di nitriti in vasca, pesci moribondi e filtro compromesso.

Allestimento della vasca:

  1. Il fondo deve essere sottile e scuro. Molti tendono ad inserire fondi chiari o addirittura bianchi ma che in natura non troviamo. Il fondo chiaro riflette troppo la luce e questo può stressare i pesci. Il fondo deve essere sottile per tutti in quanto moltissimi scavano, esplorano o comunque svolgono molte attività sul fondo.
  2. L’arredamento: a seconda del biotopo specifico occorre avere una maggiore o minore quantità di rocce e per alcuni conchiglie e gusci vuoti;
  3. Bassa illuminazione e zone d’ombra. Una luce troppo forte non viene bene tollerata a lungo. é possibile creare delle zone d’ombra compiante tipo vallisneria giantea o schermando in maniera alternata la fonte di illuminazione.

A proposito di piante. Molti sono convinti che nei laghi africani non ci siano piante. Effettivamente ce ne sono poche e la vallisneria la fa da padrona tanto che alcune zone del lago Malawi sono conosciute sotto il nome di “praterie”. Quindi è possibile inserire questa pianta robusta e con poche esigenze nella vasca, sia per creare degli stacchi visivi, sia per dare altri rifugi e sia perché le piante aiutano sempre. Fate attenzione solo alla qualità della luce e a dare un minimo di fertilizzazione radicale.

Roberto

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